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discoteca-qiROMA – Martedì mattina, 16 febbraio. Uno stuolo di ragazzini, tutti minorenni, si accalca davanti a una delle discoteche più famose di Roma, in via del Portonaccio. Sta per iniziare il primo matinée dell’anno. O “Bigia party”. Mentre aspettano di entrare, si raccontano la levataccia fatta per arrivare lì da tutta Roma. Perché l’importante è esserci. Molti hanno gli zaini sulle spalle, per far credere di aver trascorso la mattinata a scuola. Dentro, la divisa ufficiale con cui sono usciti da casa, salutando mamma e papà. Poi, arrivati nei pressi della discoteca, si cambia registro, soprattutto per le ragazze. Top, canotte di paillettes, minigonna e tacchi a spillo. E via, a scatenarsi al ritmo di house e techno. «Buon giorno Roma!», grida al microfono uno dei dj, «ve la firmo io la giustificazione!».

È ancora una volta Il Messaggero a sollevare il polverone intorno ai giovanissimi discotecari mattutini. Già in precedenza il giornale si era occupato del fenomeno, soprattutto in relazione alle baby cubiste. Nel 2008, l’inchiesta del quotidiano romano aveva addirittura fatto chiudere le pomeridiane del sabato in una delle discoteche della capitale più frequentate. Ora il locale ha riaperto i battenti e le giovani intrattenitrici sono tornate. Ragazzine tra i 14 e i 16 anni reclutate via web o nelle scuole tramite passaparola e istruite da quelle esperte, quelle di 16-17 anni. Sono pochissimi i genitori a conoscenza di quello che succede. Fra questi, alcuni accompagnano le figlie davanti alla discoteca per poi passare a riprenderle a “fine turno”. Forse per sentirsi più tranquilli.

Ma la maggior parte ignora come i figli trascorrano i pomeriggi e che il nuovo modo di bigiare sia trascorrere le mattinate in discoteca. A raccontare un altro matinée in via del Portonaccio furono Le Iene che, su segnalazione di una mamma preoccupata, entrarono con le telecamere nella discoteca alla ricerca della figlia quattordicenne.

Ronde padane II

Non si sa se per par condicio o semplicemente per manie giustizialiste ma le ronde padane milanesi sono tornate a colpire. Questa volta senza (apparenti) distinzioni geografiche. Sempre in via Bassini, oggi sono comparsi almeno altri 5 avvisi padani. Questa volta le “multe” sono riservate a veri trasgressori: le auto in questione erano parcheggiate sul marciapiede.

Ancora una volta i sedicenti rondisti si sono travestiti da vigili urbani. Sarà il clima carnevalesco.

Taxi rosa a Hebron

Rosa di nome e di fatto. Sono i taxi per sole donne e guidati esclusivamente da donne. Dopo Beirut, Dubai e altre città del mondo, anche la tradizionalista Hebron si appresta ad accogliere i pink taxi. A proporre l’iniziativa nella cittadina cisgiordana è Hazem At-Takrawi, direttore di un’azienda che si sta occupando di formare le future autiste. «Il 95% delle donne palestinesi è favorevole alla proposta», dichiara At-Takrawi. Inoltre, il programma creerà posti di lavoro per circa cento donne, molte delle quali laureate, che hanno difficoltà a trovare un altro impiego.

L’iniziativa è partita anche a Dubai nel gennaio del 2007. Lo scopo è quello di fornire privacy, comfort e sicurezza a residenti e turiste. I taxi rosa sono disponibili fuori dai centri commerciali e in altri luoghi frequentati soprattutto dalle signore, come il “Al Wasl hospital”, principale ospedale specializzato in ginecologia e pediatria di Dubai.

Ladies taxi a Teheran

Anche nella caotica Teheran esistono i ladies taxi, che sono però di colore verde. Qui molte delle clienti sono donne musulmane integraliste che non si sentono a proprio agio a viaggiare da sole in macchina con un uomo sconosciuto. Ma sono tante anche quelle che scelgono i ladies taxi perché le donne sono autiste più tranquille e disciplinate, a differenza dei colleghi maschi.

Ronde padane vs Terrone

“Questa auto è protetta contro i malocchi”. Ma non contro le ronde padane. Che peraltro a Milano non esistono. Almeno non ufficialmente.

Egregio signore, il suo veicolo è stato lasciato in questa località in violazione delle vigenti norme che disciplinano la sosta. Ci auguriamo che ciò non abbia più a ripetersi. Nel frattempo, tale fatto è stato da noi segnalato con fotografia alla polizia municipale, compresa la targa del suo veicolo.

Le ronde padane  

Questo il testo del biglietto comparso venerdì mattina (12 febbraio) sulla Skoda di Carlo B., 34 anni, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Napoletano d’origine ma milanese d’adozione. La sua auto era posteggiata in via Bassini, vicino alla sede del Cnr dove lavora. «La macchina non era in divieto di sosta», dice Carlo, «era in fila con le altre, molte delle quali parcheggiate ben peggio della mia». Ma la sua era la sola a mostrare l’avviso padano. «L’unico fastidio che può dare è un bell’adesivo di Napolimania sul lunotto posteriore», ipotizza Carlo. Un adesivo dell’NAA, Napolimania Assicurazioni Antijella. Assicurazione che però non lo difende da quelli che vorrebbero essere difensori di tutti i cittadini. «Queste persone possono fare una cosa del genere?», la domanda è più che legittima. Se le ronde nascono come associazioni di cittadini volontari, senza appartenenze politiche, accostarvi il termine “padane” è di per sé una contraddizione. Un paradosso per cui i rondisti diventano un gruppetto di camicie verdi arrabbiate e a minacciare il quartiere è la macchina di un “terrone”.

In effetti, ora ci sentiamo tutti più (in)sicuri.

Sex toys: disfarsene conviene

Sarà una questione di deformazione professionale ma ogni volta che spuntano nuove (e curiose) iniziative ambientaliste, com’è come non è arrivano sulla mia “scrivania”.

Dopo la rottamazione di auto, frigoriferi e memorie RAM al via gli incentivi per rottamare vecchi gadget erotici. L’insolita iniziativa nasce a Parè, piccolo centro in provincia di Treviso. Giovanni Casella, titolare di City Sex il sexy shop del comune veneto, regala buoni-sconto a chiunque voglia liberarsi di vecchi vibratori, articoli sadomaso fuori moda o lubrificanti scaduti. Un modo per ravvivare la vita di coppia in vista del prossimo San Valentino (se per caso il lip gloss alla birra non fosse sufficiente!).

Barbara Gandalf

Ma l’idea non ha solo meri fini commerciali. Forse per paura di essere colto “in fallo”, chi si sbarazza di vecchi giocattoli erotici finisce per buttarli nei luoghi più strani. «Loro non sanno come disfarsene», dichiara Casella,  «noi invece siamo pronti a riceverli e a smaltirli nel modo corretto». E se ancora non bastasse, per promuovere la proposta verrà invitata a Parè la pornostar Barbara Gandalf.

Prossima idea? Un nuovo bidone della spazzatura per differenziare i vecchi sex toys. E ci si può sbizzarrire sulla forma ;).

Tè verde

Completo, originale, curioso e divertente. Quattro aggettivi per descrivere Just a five o’clock tea. Nella rete sono tantissimi i blog che raccontano vizi e virtù del tè. Carlotta ci mette anche la passione e la cura di una vera amante della tradizionale bevanda inglese. Su Just a five o’clock tea si incontrano gustose ricette, provate e fotografate dalla poliedrica autrice, sondaggi, eventi,  note storiche e interviste. Ogni post è scritto con un linguaggio fresco e simpatico e si legge con piacere.

Carlotta

In più Carlotta promette (e mantiene) di pubblicare ogni nuovo post alle 5 di pomeriggio, «come la tradizione inglese insegna» scrive lei stessa. E siccome la ragazza è davvero appassionata, racconta le sue esperienze “teofile” anche oltre confine (vedi Vom Frankfurt). Per concluere con stile,  segnalo il post su Pennyroyal Tea, bellissima canzone dei Nirvana, completo di video e testo. Un altro modo davvero originale per svecchiare l’elegante bevanda.

Da una persona che tra le sue virtù non annovera la costanza (almeno riguardo al blog), una sola (piccola) critica mi sento di fare: insomma Carlotta smetti di essere così brava!! 😉

Anzi, per seguire il tuo virtuoso esempio propongo un’intervista doppia, stile Iene,  sulla “filosofia delle tazze”.

Clima che cambia, mucche in fuga

Fine estate 2008, Val Chisone. Una mandria di circa 160 mucche sta salendo sui camion per scendere a valle dopo la stagione degli alpeggi. Routine. Poi succede l’imprevedibile. Tre giovani mucche di razza piemontese (al secolo Primula, Camomilla e Margherita) si staccano dal gruppo e scappano verso i prati. Le indomite bovine trascorrono tutto l’inverno oltre i 2000 metri, sulle montagne piemontesi di Pragelato. E la cosa ha dell’incredibile, se si pensa che sono animali domestici e dipendenti dall’uomo. Hanno resistito a rigidissime temperature d’alta quota, a cui si sono adattate grazie a una folta coltre di pelo. In barba ai numerosi tentativi fatti per catturarle, sono scese a valle solo in primavera. Spinte dalla fame, sono entrate in un recinto predisposto con del foraggio e così sono state riacciuffate.

Una vera e propria insurrezione bovina, autentica lezione di libertà. Con una punta, inconsapevole, di ambientalismo. Primula, Camomilla e Margherita si sono ribellate a un sistema di allevamento intensivo di bestiame sempre più responsabile del riscaldamento globale del pianeta. Un invito a cambiare le nostre abitudini alimentari: meno bistecche e più vegetali. Anche se forse quello climatico non è il primo dei loro pensieri.

È lo slogan di Heineken per promuovere il primo lip gloss al gusto di birra. La casa produttrice olandese ha lanciato questa curiosa idea regalo in vista del prossimo San Valentino. Il lucidalabbra assicura «baci dal sapore irresistibile» grazie «alla fragranza del luppolo e alla leggerezza della schiuma». Inoltre, come confermano ricerche “scientifiche”, il 99% degli uomini preferisce il gusto birra, solo l’1% il gusto frutta.

Il singolare articolo si può acquistare su www.ayswuvalentine.com oppure a Milano e Roma l’11 e il 12 febbraio fuori dalle università. Inoltre sempre a Milano il week-end di San Valentino saranno in vendita presso i fiorai le rose verdi di Are you still with us.

Erromango, piccola isola dell’arcipelago di Vanuatu, circa 1750 km a est dell’Australia, oceano Pacifico. L’arcipelago è stata colonia anglo-francese fino al 1980, quando è diventata indipendente con il nome appunto di Vanuatu. Le isole sono abitate da tribù Nambas che ancora oggi, nei villaggi più remoti, praticano il cannibalismo (sebbene sia stato bandito dal governo).

John Williams

1839. Il reverendo inglese John Williams, il più famoso missionario dell’epoca, e il suo assistente James Harris approdano in quelle che allora si chiamavano Nuove Ebridi. L’intenzione di Williams è quella di convertire al cristianesimo le tribù pagane che vi abitano, così come  il reverendo aveva fatto negli anni precedenti a Samoa e Tahiti. Ma le cose non vanno secondo i piani. Giunti sull’isola, vengono attaccati da una tribù di cannibali. Tentano una fuga disperata attraverso la giungla ma, raggiunti dai selvaggi, muoino trafitti da numerose frecce. E, trattandosi di tribù antropofaga, mangiati. L’ostilità non è ingiustificata: giorni prima commercianti di legname europei arrivati sull’isola avevano ucciso alcuni degli abitanti. Qualche anno dopo, la Gran Bretagna invia una nave della Royal Navy alla ricerca dei due missionari scomparsi…e proprio dagli stessi cannibali gli inglesi apprendono che i due  sono finiti in pentola.

2009. A distanza di 170 anni gli eredi di quella tribù hanno invitato i

Un momento della cerimonia

discendenti del reverendo Williams a Erromango per una cerimonia ufficiale di scuse.  Charles Milner-Williams, 65 anni dell’Hampshire, ha radunato 17 membri della sua famiglia in tutto il mondo ed è volato sulla piccola isola. Ad accoglierli c’era il presidente di Vanuatu, Iolo Johnson Abbil, che riteneva la riconciliazione importantissima per Erromango. Non solo da un punto di vista diplomatico, ma anche per sconfiggere un’oscura maledizione che aleggerebbe sull’isola a causa dell’uccisione dei due missionari. E a fornire una valida motivazione per il comportamento dei suoi avi, davvero poco english, è intervenuto l’antropologo ni-Vanuatu (così si chiamano gli abitanti dell’arcipelago) Ralph Regenvanu. “Al contrario di quanto pensano molti, il cannibalismo era una pratica rituale intrisa di sacralità. Non è mangiare il proprio vicino di casa. Spesso era un modo per sconfiggere una minaccia e assorbire il potere del nemico”.

Rievocazione dell'uccisione di Williams

Durante la cerimonia è stata ricostruita l’uccisione dei due missionari e la giornata si è conclusa con le commoventi e sentite scuse dei ni-Vanuatu.
Charles si è detto profondamente toccato dalla sincerità e dal forte senso di colpa che gli ex-cannibali sentivano nei suoi confronti, soprattutto a distanza di tanto tempo.

Curiosità. Il bunjee jumping è originario proprio di Vanuatu, dove era tradizionalmente un rito di iniziazione tribale. Ovvero: se la corda non si spezzava si sopravviveva e si era degli uomini coraggiosi. Molta fortuna e poco merito. Certe cose non cambiano mai…

Ecco la risposta australiana al riscaldamento globale: pecore che ruttano di meno. Per abbattere le emissioni di gas serra, gli scienziati del Consiglio di ricerca cooperativo sulle pecore propongono di allevare selettivamente ovini che producano meno metano. Questo gas ha un effetto riscaldante ben 17 volte più forte della CO2.
Circa il 16% delle emissioni australiane di gas serra provengono dall’agricoltura. Per 2/3 di queste sono responsabili proprio i rutti delle pecore. Molto più dannosi delle loro flatulenze, sostengono gli scienziati.
Questi divertenti risultati sono il frutto di alcuni esperimenti che i ricercatori del Consiglio stanno portando avanti su circa 200 pecore di 20 tipi diversi. Lo scopo è quello di trovare la più ecologica. Assodato che più mangiano più ruttano, restano significative differenze tra diversi individui.
E ora io mi chiedo, ma come fanno a quantificare le emissioni di ogni pecora?
Grazie a un piccolo contenitore studiato appositamente per convogliare i gas emessi, che viene messo di fronte al muso poco dopo che la pecora ha mangiato.
Considerato che una pecora ruttando emette circa 7 kg di metano all’anno, un po’ di educazione non guasta mai.